Gubbio, la città grigia

Le mete migliori si scoprono sempre un po’ per caso. Con la voglia di partire e la vaga idea di dove andare, abbiamo intrapreso una nuova avventura che ci ha condotti a Gubbio: la città grigia, così soprannominata per il colore della pietra calcarea con cui è stata costruita.

Gubbio-città-Umbria

 

Gubbio è una delle città più antiche dell’Umbria, e rappresenta un grande capolavoro architettonico medievale, che si è consolidato nel corso del tempo, attraverso alcune delle sue arti e dei suoi mestieri che oggi ne rappresentano le peculiarità: la lavorazione della ceramica (soprattutto dei butteri) e le testimonianze artistiche con le tavole eugubine.

Cosa vedere a Gubbio

Il punto d’ingresso della città si ha attraverso “Piazza dei 40 martiri”, che originariamente era la sede del mercato medievale. Invece oggi è adibita in parte a parcheggio, e in parte svolge il suo ruolo di piazza.
Su di essa si affacciano la “Chiesa di San Francesco” dove si rifugiò il Santo dopo esser fuggito dalla casa paterna, e le “Logge dei tiratori” che con il loro lungo portico mattonato dall’aspetto di una fabbrica, nei periodi di festa si riempie di bancarelle. Anche se il nome fa’ pensare a degli arceri, in realtà si riferisce alla tiratura delle stoffe che avveniva al primo piano

Gubbio-città-dell'-Umbria

Da Piazza 40 martiri si diramano diverse vie che passando attraverso il centro storico toccano alcune piazzette veramente graziose. Una tra queste è Via della Repubblica alla cui fine si trova un ascensore che porta alla Gubbio superiore.
Non siate pigri se volete godervi i tratti tipici di questa città, passeggiate. Perché passeggiando si fanno piacevoli scoperte come ”Piazza del Bargello”.

Piazza-del-Bargello

La patente da matto

Seppur piccola questa piazza nasconde tradizioni e leggende che danno carattere al posto. In essa oltre ad affacciarsi l’omonimo palazzo al centro vi è la Fontana del Bargello” soprannominata la ‘’fontana dei matti’’. Questo perché secondo un’antica tradizione se uno straniero compie tre giri intorno alla fontana e al termine di questi un eugubino lo bagna con la sua acqua diventa cittadino di Gubbio con il titolo di “Matto onorario di Gubbio“ (inteso come persona ironica e scherzosa). A certificare tale titolo viene rilasciata la patente da matto.
Noi non potevamo mancare dal prenderla, così nella piazza affollata di gente che stupita ci osservava, abbiamo fatto i matti.

La piazza nel cielo

Il tempo di rinsavire da questa momentanea pazzia per raggiungere il cuore pulsante di Gubbio: “Piazza grande”.
Una piazza pensile con la funzione di centro, realizzata per confinare con tutti i quartieri ma restandone al di fuori, essendo così un punto imparziale nelle questioni politiche. Questa piazza è soprannominata dai turisti “Piazza nel cielo” perché oltre a trovarsi in un punto molto alto e ad essere sospesa risultando un balcone sulla città consentendone una vista completa, il cielo appare vicino e si ha quasi la sensazione di poterlo toccare.

Piazza-Grande-Gubbio

A vegliare su Piazza Grande, come fossero due guardie vi sono sui rispettivi lati: il “Palazzo del Podestà” ed il “Palazzo dei consoli”, custode delle 7 Tavole Eugubine.
Da tempo il Palazzo del Bargello, il Palazzo dei Consoli ed il Palazzo Ducale si contendono il titolo di costruzione più bella di Gubbio, anche se ad oggi nessuno dei tre l’ha ottenuto.

La Botte Grande

Usciti dalla porta del “Palazzo Ducale” si entra in quella del “Duomo”. La Cattedrale nelle sue cantine nasconde la botte da vino più grande d’Europa ad esser stata costruita interamente in legno (anche i cerchi di contenimento): la Botte Grande. Così grande da contenere un barile di vino per ogni giorno dell’anno, per un totale di 20.124 litri.

La-Botte-Grande-Gubbio

 

Dopo aver visto la “Chiesa di San Giovanni”, diventata famosa grazie alla serie televisiva “Don Matteo” con Terence Hill, ed il “Teatro Romano” che accoglieva 6000 spettatori risultando uno dei più capienti del suo tempo. Abbiamo chiuso quest’avventura con la presa della funivia.

Scoprite la Botte Grande →

La funivia

Sembra quasi il titolo di un film horror, poco c’è mancato, ma credo dipenda tutto dal grado di ansia che uno ha.
Detto ciò, la “Funivia Colle Eletto” collega la città di Gubbio alla sommità del Monte Igino dove si trova la Basilica di Sant’Ubaldo.
Si costituisce di piccole gabbiette strette in ferro; dove entrano al massimo due persone. Sale per 500 metri sospesi nel vuoto.

Funivia-Gubbio

Penserete che per “rischiare” la vita, la “Basilica di Sant’Ubaldo” dev’essere uno splendore unico nel suo genere, ed è qui che vi sbagliate. E’ una chiesa piuttosto spoglia, che conserva le spoglie del Santo Patrono. In un secondo momento abbiamo scoperto che sia per salire che per scendere oltre alla funivia c’è un altro modo: una strada serpeggiante nella foresta, che giunge fino al Duomo.

Come prendere la funivia →
 

Secondo noi

Gubbio è piccola ma racchiude molto. Tra storia, tradizioni e arte.
Ci siamo divertiti a prendere la patente da matto, e ci siamo spaventati molto nel prendere la funivia. Con la nostra solita fortuna quel giorno era nuvoloso e ventoso, nessuno ci ha detto che avrebbe dondolato tanto, sembrava di stare sulle giostre.
Ma soprattutto abbiamo trovato interessante la botte da vino totalmente in legno (persino i cerchi di contenimento) con la sua storia e le sue leggende.

Consigli: scarpe comode, perché Gubbio sarà pure piccola ma le pendenze sono tante. Se soffrite di vertigini o siete delicati di stomaco, non prendete la funivia o quanto meno prendetela in una bella giornata di sole.

Voi cosa ne pensate?

C’è un’esperienza di visita o viaggio che ti va di condividere con noi? Scrivici per email, oppure mandaci un messaggio su fb, insomma fai come preferisci, anzi: come se fossi a casa tua, siamo curiosi di scoprire cosa sai.

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattordici + diciotto =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.