Il Lago con gli occhiali fitto di leggende

Intorno al Lago con gli occhiali aleggiano molte leggende, alcune di origine religiosa e altre tra magia e occulto.
Scopriamole insieme!

Perché il lago con gli occhiali si chiama Lago di Pilato?

Si narra che nelle acque del Lago di Pilato ci sia finito il corpo di Ponzio Pilato da cui prende il nome. Anche tu non ricordi chi sia? Sappi che come me lo hai conosciuto tra i banchi di scuola, tra una riga di storia e l’altra. Non preoccuparti! te lo ricordo io, Ponzio Pilato condannò Gesù a morte tramite crocifissione. Per tale atto egli stesso fu giustiziato dall’ Imperatore Romano Vespasiano e fu trasportato su un carro di buoi da Roma fino alla cima del Monte Vettore e gettato nel lago.

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Prima del Lago di Pilato si chiamava Lago di Sibilla?

Ciò che tu ignori è che in realtà il Lago di Pilato in passato si chiamava lago di Sibilla, dal nome della profetessa appenninica. Costei abitava in una grotta piena di tesori ma nel momento in cui veniva crocifisso Gesù, i montanari della zona videro fuggire Sibilla dalla sua grotta, le acque del lago diventarono color rosso sangue e da quel momento sulle sue rive iniziò a germogliare una pianticella le cui foglie ricordavano le mani del Redentore, congiunte insieme e perforate dai chiodi. Questi accadimenti scossero l’animo degli abitanti i quali battezzarono il lago col nome di Pilato (colui che fece eseguire la sentenza di morte contro Gesù).

Le leggende religiose hanno un certo fascino, non trovi? Però quelle di magia sono proprio tutta un’altra storia.

Nel lontano 1200, maghi e negromanti si ritrovavano al Lago a forma degli occhiali per consacrare libri di magia ai demoni che ne abitavano le acque. Quest’ultimi una volta evocati scatenavano tempeste che distruggevano i raccolti della zona.
Erano talmente tanti i negromanti che si recavano al Lago di Pilato, che le autorità politiche e religiose ne vietarono l’accesso.
L’ultima, quella più accattivante narra che secondo gli antichi il Lago di Pilato era una delle porte d’entrata al regno dei morti, l’Ade. Probabilmente perché nelle vicinanze del lago non c’erano segni di vita: non volavano o nidificavano uccelli a causa delle forti esalazioni solforose.

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