La casa delle farfalle a Roma è un’esperienza unica
A volte si ha il bisogno di perdersi nella più sfrenata fantasia e per farlo non bisogna restare intrappolati nella propria mente, basta trovare quel luogo nella realtà. Noi lo abbiamo scovato in un angolo di verde: La casa delle farfalle a Roma. Una foresta racchiusa in una serra, che ospita centinaia di farfalle dalle molteplici specie, colori e dimensioni.
Cosa vedere nella casa delle farfalle a Roma
Appena si entra, il percorso viene indicato dalla folta vegetazione. Le piante disposte l’une vicino alle altre creano sentieri fitti, mentre la temperatura e l’umidità tendono a salire gradualmente, espandendosi per tutta la serra e riproducendo così una vera e propria foresta tropicale.
Un caldo veramente appiccicoso cerca di far desistere i visitatori, ma se si avrà un po’ di pazienza ciò che si scoprirà, non sarà una qualsiasi serra tropicale ma una molto particolare, perché questa è arredata.
Si hai capito bene! Ha un salotto con un divano rosso dov’è possibile sedersi, non a prendere un tè ma a cercare con lo sguardo le farfalle.

Un angolo veranda, con una sedia bianca in vimini (come quelle delle nonne che spesso usano per raccontare le storie). Un angolo bar solo per farfalle con cocktail colorati e frutta per spuntino e una teca dove sono racchiuse tutte le crisalidi.
La vita delle farfalle all’interno della casa
All’interno di questo orto botanico, si ha la possibilità di apprezzare l’esistenza effimera delle farfalle. La loro vita media si aggira attorno alle due settimane, oppure in base alla specie può variare da ore a mesi. Le farfalle seguono un ciclo di vita che si compone di quattro stadi: l’ uovo, viene deposto da una femmina sotto la foglia della pianta nutrice, da cui in seguito si svilupperà un bruco. Quest’ultimo si ciberà delle foglie della stessa pianta, aumentando la sua dimensione finché non creerà una crisalide.

Le crisalidi vengono raccolte e fissate con uno spillo in una teca vetrata, in attesa che si schiudano e nascano le farfalle. Assistere a quel momento è un’esperienza da vivere. La crisalide inizia ad aprirsi e si vede la farfalla che combatte per venirne fuori, con le ali tutte accartocciate. Una volta uscita resta lì, a testa in giù per circa un’ora in attesa che l’emolinfa si diffonda per tutte le sue ali stendendole e rendendole rigide. Quest’ultime possono essere battute da 8 a 12 volte al secondo e sono in grado di far percorrere ad alcune farfalle centinaia di chilometri e riuscire a sorvolare vari continenti, prima di usurarsi.
Un’esperienza unica nella casa delle farfalle
Quando nella serra la temperatura raggiunge i 26 gradi con un tasso di umidità dell’80% cominciando a fare molto caldo, le farfalle iniziano a volare tutte nello stesso momento, creando un turbinio di colori. Questo attimo di pura magia accade perché nello sbattere le ali le farfalle disperdono il calore.
Pochi attimi dopo viene azionato un sistema di refrigerio, consistente nella nebulizzazione dell’acqua. In quel preciso istante iniziano a planare tra la gente posandosi ovunque vogliono. Ed è allora che potresti essere uno dei fiori su cui si potrebbero poggiare, come a sembrare delle spille da mostrare ad un ballo.

Quali insetti la abitano?
La casa delle farfalle come suggerisce il nome, oltre a ospitare le farfalle ospita anche altri insetti. Qui si vedono i più temerari! Con l’aiuto dei biologi e degli entomologi che spiegano alcune caratteristiche di questi insetti, non solo si ha la possibilità di poterli toccare ma anche di prenderli in mano.
In una teca di vetro con un arredo in miniatura c’è Gino il millepiedi che se ne sta raggomitolato in una piccola cesta. La specie più lunga proviene dall’Africa e misura 35 cm. Vive nel sottosuolo all’interno di foreste. Ha una vita che si aggira tra i 7 e i 10 anni e come arma secerne una sostanza irritante.
Si ciba di qualsiasi residuo organico vegetale, dalle foglie al legno marcio.

Un’altra inquilina della teca è Giuseppina la blatta fischiante che insieme ad altre blatte se ne stanno nell’armadio o sotto il letto. Questo insetto è comunemente chiamato scarafaggio, conta più di 4000 specie.
Il suo nome deriva dal fatto che è in grado di emettere dei suoni simili a dei fischi, che cambiano in diverse circostanze: riti di accoppiamento, lotte fra maschi e per intimidire i predatori.
In condizioni ottimali la loro vita supera i 24 mesi. In genere gli adulti hanno dimensioni che variano tra i 4 e gli 8 cm. Entrambi i sessi hanno zampe forti e spinose, capaci di arrampicarsi su tutte le superfici lisce.

Poi ci sono le formiche mietitrici sono una delle specie più diffusa in Italia. Si nutrono prevalentemente di semi di diverse piante selvatiche e da coltivazione, cereali, insetti, grilli, farfalle. All’interno del formicaio rispettano una gerarchia che va dalla regina alle operaie. Le colonie contano in media dai 5000 ai 10000 formiche.
Vivono in grandi famiglie scavando profondi formicai nel terreno o in altri luoghi riparati come tronchi d’alberi.
Fuori dalla teca nascosto tra le piante c’è l’insetto foglia verde. Come suggerisce il nome ha l’aspetto di una foglia dal color verde brillante che gli permette di mimetizzarsi in modo esemplare. Normalmente in natura questi insetti vivono sugli alberi tra la vegetazione di cui si nutrono.
Che cos’è la casa delle farfalle?
La casa delle farfalle a Roma è nata grazie all’Associazione Culturale “Imago”. Questa associazione è un team con competenze multidisciplinari che crede nel valore della natura, cercando di far conoscere e sensibilizzare le tematiche ambientali tramite eventi, mostre o incontri attraverso le farfalle. Poiché la loro presenza o assenza indica lo stato di salute dell’ambiente, lo scopo dell’Associazione è quello di comunicare questo concetto sensibilizzando grandi e piccoli. La casa delle farfalle è una grande serra in cui viene riprodotta la vegetazione tropicale, nonché l’habitat perfetto per ospitare vari insetti e una moltitudine di farfalle che con la loro leggerezza ammaliano e incuriosiscono fino a chiedersi se ci sono storie o leggende sulle farfalle.

Quando riapre la casa delle farfalle a Roma?
La casa delle farfalle a Roma apre due volte l’anno nel mese di ottobre e da marzo a giugno. Il posto dove viene allestita cambia di volta in volta quindi per essere aggiornati è bene controllare qui.
Per poterla visitare si può acquistare il biglietto sia online che in loco e bisogna rispettare due semplici regole:
– Fare attenzione a non calpestare le farfalle per terra
– Non toccare le farfalle a meno che non siano loro a poggiarsi su di te. Questo perché le loro ali sono ricoperte di microscopiche scaglie colorate e toccandole con le dita si rischia di rimuoverne i colori. Ciò comprometterebbe il loro riconoscimento reciproco e la loro capacità di mimetizzarsi nell’ambiente.
Le leggende sulle farfalle
Non so tu, ma io sono un’appassionata di leggende. Mi piace trovarle, leggerle e saperne di più. Prediligo quelle che mi vengono narrate soprattutto dagli anziani. Perché da loro? Perché sanno dare un tono ad un pensiero, un colore ad un ricordo, un profumo ad un tempo che non c’è più.
Le leggende fanno parte del patrimonio culturale di un popolo, sono storie con un fondo di verità, fatte di elementi reali che vengono trasformate dalla fantasia, per poi essere tramandate di generazione in generazione. Non è un caso che proprio la farfalla sia diventata protagonista di tante storie: il suo profondo significato simbolico ha dato origine, nel tempo, a numerose interpretazioni e leggende sulle farfalle.
Il significato simbolico delle farfalle
La farfalla è da sempre uno dei simboli più profondi e universali, legato soprattutto all’idea di trasformazione e rinascita. Il suo ciclo di vita, che la conduce da bruco a crisalide fino a diventare farfalla, rappresenta il cambiamento, la crescita personale e la capacità di lasciare alle spalle ciò che si è stati per diventare qualcosa di nuovo.
Questi insetti nascondono tante storie e leggende sulle farfalle:
la farfalla azzurra
Tanti anni fa un uomo rimasto vedovo cresceva da solo le sue due figlie, molto curiose, intelligenti e con gran sete di conoscenza. Questo le portava a fare molte domande e il padre non sentendosi più in grado di rispondere le mandò da un vecchio saggio che viveva sulla montagna, costui era in grado di rispondere senza esitazione a tutte le domande che gli venivano poste.
Le ragazze decisero di metterlo alla prova con un tranello porgli una domanda a cui lui stesso non avrebbe potuto rispondere.
La figlia più grande uscì, salì sulla collina e vi tornò con qualcosa nel grembiule: una bellissima farfalla azzurra, spiegò alla sorella minore che l’avrebbe tenuta chiusa in una mano mentre chiedeva al saggio se fosse viva o morta. Nel caso avesse risposto viva, lei l’avrebbe schiacciata uccidendola, se avesse detto morta l’avrebbe lasciata volare via. In entrambi i casi qualsiasi risposta egli avesse dato sarebbe stata quella sbagliata.
Entrambe andarono a trovare il saggio, a cui posero la tanto ambita domanda: “Potresti dirci se la farfalla nella mia mano è viva o morta?” A quel punto il vecchio sorrise e le rispose: “Dipende da te, lei è nelle tue mani”
Morale: Ognuno di noi è artefice del proprio presente e del proprio futuro. Le nostre scelte determinano ciò che diventiamo: non possiamo incolpare gli altri per le decisioni che prendiamo. Che si tratti di successi o di insuccessi, la responsabilità è sempre nelle nostre mani.
La farfalla bianca
In un piccolo villaggio viveva un uomo molto anziano di nome Takahama. Costui aveva sempre vissuto da solo dietro il cimitero di cui si prendeva cura, tenendolo pulito e ordinato.
Un giorno d’estate si ammalò gravemente e quando gli abitanti del villaggio se ne accorsero, chiamarono gli ultimi parenti che gli erano rimasti: la sorella ed il nipote.
Un giorno, mentre lo vegliavano, l’uomo si addormentò e una farfalla bianca entrò dalla finestra, posandosi sul suo cuscino. Nonostante i tentativi di allontanarla, la farfalla continuava a tornare e a volare intorno al suo viso.

Alla fine il nipote riuscì a farla uscire in giardino e la seguì fino al cimitero, dove si posò sulla tomba di una giovane donna di nome Akiko, per poi scomparire. Quando tornò a casa lo zio era morto e il ragazzo raccontò alla madre ciò che aveva visto.
La madre gli raccontò il passato di quella storia: Takahama, da giovane, si era innamorato di Akiko e il giorno prima delle nozze lei morì. L’uomo, in vita le aveva promesso che si sarebbe sempre preso cura di lei, dopo la sua morte si prese cura della tomba, recandocisi ogni giorno. Quando quel giorno Takahama non fece visita alla tomba, Akiko si preoccupò e tornò sotto forma di farfalla bianca per vegliare su di lui. Scomparve alla sua morte, permettendo finalmente ai due di ricongiungersi per sempre.
Superstizioni e tradizioni
– Il rilascio di farfalle durante i festeggiamenti esiste da quando esiste l’uomo, ed è oggi diffuso in molti paesi del mondo, dove ha tradizioni millenarie.
Rappresentando un simbolo di trasformazione, purezza e augurio, si crede che se liberate nel giorno del matrimonio, portano al cielo le speranze, gli impegni e i sogni con l’intenzione di avverarli.
– Benché è considerata metafora vivente di tutto ciò che è effimero e incostante, nell’arte la farfalla è simbolo della spiritualità dell’anima capace di liberarsi dalla materia, così come la crisalide si libera dal suo bozzolo. Anticamente collegata con la Dea della Rigenerazione, simbolo di morte e resurrezione, per popoli antichi come Romani, Greci…le anime dei morti si tramutavano in farfalle.
– Nelle tradizioni italiane è credenza diffusa che le farfalle siano le anime dei morti che si avvicinano ai luoghi della loro vita; se ne entra una in casa è una persona di famiglia, quindi non si deve disturbare e tanto meno uccidere. Se una farfalla si posa su una persona annuncia fortuna e buone notizie. E in analogia con la metamorfosi del brutto anatroccolo (che si trasforma in splendido cigno) un detto popolare cita:
Anche la più bella farfalla è stata un bruco. Lao Tzu
Consigli
É un’esperienza unica, completamente nuova. Non solo è organizzata molto bene, ma è seguita da persone qualificate e soprattutto che sanno rapportarsi a qualsiasi fascia d’età, rendendo di facile comprensione tutto ciò che viene spiegato.
Noi consigliano di non andarci vestiti pesante perché dati i 26° seppur distribuiti su 120 mq dentro fa molto caldo. Essendo una serra all’interno non c’è un posto dove lasciare smanicati o golfini, quindi si rischia di tenerli in mano.
É un’esperienza immersiva per gli adulti, dove potranno sbizzarrirsi a fare foto e per i bambini, che rimarranno affascinati e un po’ spaventati da questi bellissimi insetti.



