La storia del Giardino dei Tarocchi

Prima di scoprire la storia del Giardino dei Tarocchi, cerchiamo di capire chi è Niki de Saint Phalle

Chi è Niki de Saint Phalle?

Niki de Saint Phalle è lo pseudonimo di Catherine Marie-Agnès de Saint Phalle. Nasce a Neuilly-sur-Seine, in Francia, nel 1930.
Seconda di cinque figli di Jeanne Jacqueline Harper (attrice statunitense) e André Marie Fal de Saint Phalle (banchiere francese).
Nel 1929 l’ attività finanziaria famigliare subì una crisi che li obbligò a trasferirsi a New York. Dove Niki proseguì gli studi, sebbene il suo carattere ribelle la portò a cambiare spesso scuola.

La doppia nazionalità contribuì a farne una cittadina del mondo, poliglotta e legata ad amicizie internazionali.

Dal 1948 si manifestarono chiaramente le inclinazioni artistiche di Niki, che si dilettò nella letteratura, nel teatro e come fotomodella per le riviste Vogue e Life.
Si sposò con lo scrittore Harry Mathews da cui ebbe due bambini. Mentre suo marito studiò musica e lei cominciò a dipingere, la loro vita di coppia basata nel Massachusetts seguì evoluzioni a Parigi. Qui Niki ebbe una grave crisi nervosa, che la vide ricoverata nell’ospedale di Nizza dove scoprì la sua terapia nella pittura, a cui decise di dedicarsi totalmente.

Nel 1971 divorzia e sposa Jean Tinguely. Dalla loro unione, anche artistica, scaturiscono opere eccezionali ed originali come: il Ciclope di Milly la Foret, la Fontana Stravinsky di Parigi, la Fontana di Chateau Chinon ed il Giardino dei Tarocchi a Garavicchio.
Successivamente con il contributo di Jean Tinguely realizzò Il Paradiso Fantastico: un gruppo di nove sculture.

Le sue opere principali

La storia del Giardino dei Tarocchi prende vita attraverso le sue opere pincipali:

I Tiri: con cui ebbe la sua prima personale in Svizzera, dove conobbe Jean Tinguely (suo futuro matiro). I tiri sono una serie di azioni. Durante le quali il pubblico o l’artista stessa spara con la carabina su dei rilievi di gesso sui quali si trovano dei sacchetti di pittura. Che esplodono al momento dell’impatto.
Molti dei suoi dipinti presentavano la sagoma di un uomo. L’artista infatti attribuiva a tali spari una funzione terapeutica e anche di vendetta nei confronti soprattutto del padre. Accusato dalla De Saint Phalle di aver tentato di abusare di lei all’età di undici anni.
Nel 1961 Niki fu invitata da Jean Tinguely e Daniel spoerri come artista ad esporre la sua opera Hors d’oeuvre, che scatenò l’inizio della sua popolarità.

Le Nanas: Niki dopo essersi trasferita con Tinguely nelle vicinanze di Parigi, esplora la rappresentazione artista femminile e realizza delle figure a grandezza naturale: le Nanas (ragazze)

Le Nana simboleggiano per me le donne libere, serene, sicure di sé: sono donne che hanno conquistato il proprio potere… ma anche il lato femminile di ognuno di noi, donna o uomo

Hon/elle rappresenta una gigantesca nana in cinta. 28 metri di lunghezza, 6 metri di altezza e 9 metri di larghezza. Stesa sul dorso come in procinto di partorire. Nel seno sinistro dell’opera viene installato un piccolo planetario, mentre nel seno destro si trova un bar. I visitatori possono entrare nell’opera passando per la vagina. Ciò suscitò grandi polemiche.

Il Giardino dei Tarocchi: Niki, con l’aiuto del marito, realizza a Gavaricchio il Giardino dei Tarocchi. Si tratta di un gruppo di ventidue sculture monumentali alcune delle quali sono abitabili.  Ispirate agli arcani maggiori dei Tarocchi. Costruite in cemento armato e ricoperte da un mosaico di specchi, vetri e ceramiche colorate.

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La storia del Giardino dei Tarocchi

Il Giardino dei Tarocchi è un parco artistico situato nella località di Gavaricchio, nei pressi di Pescia Fiorentina (Capalbio). Niki dopo aver visitato Parque Guell e Il Giardino di Bomarzo ne restò così colpita che ne trasse ispirazione.

Così si mise alla ricerca di un terreno perfetto per le sue esigenze. Lo trovò in Maremma. Il fazzoletto di terra designato; scoprì essere di una sua amica: Marella Agnelli (nonché moglie di Gianni Agnelli, proprietario della FIAT) che le fornì il terreno per la realizzazione del suo parco.
Vi iniziò la costruzione nel 1979, ma solo nel 1996 lo terminò. Sebbene fosse affiancata, oltre che da diversi operai specializzati e da un’équipe di artisti dell’arte contemporanea, ci vollero 17 anni per costruire 22 figure imponenti in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate.

Quant’è costato?

La realizzazione del Giardino dei Tarocchi comportò una spesa di circa 10 miliardi di lire. Interamente autofinanziati dall’autrice, che nel 1997 ha costituito la Fondazione Il Giardino dei Tarocchi, il cui scopo è quello di preservare e mantenere l’opera realizzata dalla scultrice.

Il 15 maggio 1998 il Giardino dei Tarocchi è stato aperto al pubblico.
Visitando il parco si nota che non sono stati terminati alcuni interventi e che una statua è incompiuta, a causa della malattia respiratoria che uccise l’artista nel 2002 e il cui volere era quello di non completare le parti che lei stessa non aveva realizzato.

La storia del Giardino dei Tarocchi si è estesa nel corso del tempo, facendosi conoscere attraverso la fama della sua creatrice di Niki De Saint Phalle e le sue opere basate sui Tarocchi.

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