Storia e leggende delle Fonti del Clitumno

Le origini delle Fonti del Clitumno

Le Fonti del Clitunno in passato chiamate Fonti del Clitumno, prendono il nome dal Fiume che lo attraversano ovvero il Clitunno. Un fiume da una grande portata d’ acqua, tanto da essere navigabile e condurre in prossimità di Roma.
Sulle sue rive sorgevano fastose ville fino al 444 quando un terribile terremoto devastò la zona, cambiandone irrimediabilmente l’estetica e causando il ridimensionamento del fiume.
Il lavoro di restauro e di sistemazione delle fonti, è dovuta all’opera di Paolo di Campello della Spina. Costui tra il 1862 e il 1865 tolse la terra per creare lo spazio, che sarebbe stato utilizzato per la realizzazione del laghetto e provvide a far crescere la vegetazione che tutt’ora caratterizza le fonti del Clitunno.

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Importanti artisti ne decantarono la bellezza

Un paesaggio che ha incantato grandi scrittori e poeti che ne hanno provato a descrivere la rara bellezza tra cui: Ladislao Kulczycki, Plinio il Giovane, Byron, Giosuè Carducci il cui passaggio è ricordato da una stele e Virgilio che aveva riportato a proposito del parco una leggenda.

Leggende delle Fonti del Clitumno

– Narrò che il Clitunno era un fiume sacro, in cui dei buoi fermandosi ad abbeverarsi vi si immergevano, uscendone con un manto candido e pulito.

– In tempi antichi, si credeva che le profonde acque del fiume Clitunno fossero la dimora del Dio Giove. Questo Dio veniva venerato nel Tempietto poco distante da cui prende il nome.

– Le acque del Clitunno erano ritenute una fonte di purificazione dell’anima, chiunque vi si immergeva ne usciva migliorato.

– Nell’epoca romana i canali naturali sotterranei dove scorrevano le acque sorgive, erano luoghi di culto. Allora le acque erano assai più abbondanti tanto che l’imperatore Calligola ne risaliva il corso con il battello, per andare ad interpretare l’oracolo del Clitunno (sito nel tempietto).

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