I 47 Ronin tra i miti e le leggende orientali

I miti e le leggende orientali si incentrano tra onore e rispetto districandosi principalmente tra la Cina e il Giappone, per poi arrivare a Roma con il Festival dell’Oriente e i suoi sei padiglioni.

– I 47 Ronin

Tutto ebbe inizio con Asano Naganori, un samurai che fu convocato al palazzo dello shogun nella città di Tokio.
Grazie alle sue abili capacità gli furono riconosciute responsabilità di corte tali da creare invidia in quello che era il suo tutore: Kira.
Asano rifiutava di pagare i doni che Kira richiedeva per i suoi servigi, e Kira coglieva ogni opportunità per umiliare pubblicamente Asano.
Dopo due mesi di abusi, la pazienza di Asano giunse al termine e sprezzante d’ira non solo fece il grave errore di puntargli una spada contro all’interno delle mura del palazzo arrecandogli grave offesa, ma fallì nel tentativo di ucciderlo.
La punizione per quanto accaduto fu implacabile. Ad Asano fu imposto l’obbligo della pratica del Seppuku: un rituale di suicidio.

Alla sua morte, tutte le sue proprietà furono confiscate. La sua famiglia diseredata e ai suoi 321 samurai fu ordinato di disperdersi, diventando così dei Ronin ovvero guerrieri senza un padrone.
Molti di loro fecero un patto segreto, nel quale giurarono di vendicare la morte del loro signore e di ripristinare il suo giusto onore.

Che fine hanno fatto i 47 Ronin?

Per due lunghi anni i guerrieri di Asano cercarono di celare il loro vero obbiettivo, sia alla polizia dello Shogun che alle spie di Kira.
I stratagemmi che inscenarono ebbero i loro frutti, tanto che Kira allentò la presa. Fu proprio in quel preciso istante che attaccarono.
Una notte d’inverno 47 Ronin marciarono fino alla magione di Kira dove anticiparono la loro venuta suonando il tamburo di guerra di Asano.
Nella battaglia che seguì, i 47 Ronin assaltarono la Magione di Kira sottomettendone ed uccidendone tutti gli uomini.

Trovato Kira lo portarono in cortile e gli offrirono l’opportunità di commettere onorabilmente il suicidio. Ma egli non fu in grado di commettere il seppuku, così i 47 Ronin lo decapitarono e un fischio ne segnalò la morte.
La sua testa fu posta sulla tomba di Asano come simbolo del ripristino dell’onore del suo nome. Pronti a ricevere la giusta sentenza, i 47 Ronin confessarono quanto accaduto davanti alle autorità di corte dello Shogun. Quest’ultimo in persona, benché era a favore di questo atto eroico, era roso dal dilemma: perdonarli o non perdonarli? Farlo avrebbe significato condonare future vendette. Cos’ì dopo 47 giorni di delibera, venne deciso che a ciascuno fosse ordinato di commettere onorevolmente il seppuku, invece di essere passati per le armi come criminali.

Il 4 febbraio 1703, ciascuno guerriero di Asano commise seppuku, acquisendo dignità e onore nel proprio valoroso sacrificio. Dopo la loro morte, questi 47 uomini furono sepolti al fianco del loro padrone nel tempio Sengaku-ji.

Le tombe divennero un luogo di grande venerazione e le persone vi si accalcano per pregare da 304 anni.

Festival-dell-oriente-i-47-ronin-fiera-di-roma

– L’esercito di terracotta

La leggenda narra che nel 210 A.C. Qin Shi Huang Di, il primo imperatore della Cina unificata, volle essere seppellito all’interno del mausoleo con tutto ciò che gli sarebbe potuto occorrere nell’aldilà.

Oltre agli oggetti materiali volle come scorta, una riproduzione reale in terracotta del suo immenso esercito. Costituito da più di 8000 soldati di diverso rango e dai volti unici.
Egli all’interno del suo mausoleo ricreò il fiume giallo e azzurro utilizzando solo il mercurio, che a quel tempo si riteneva potesse concedere l’immortalità.

– Il Torii e la Dea del sole Amaterasu

La Dea Amaterasu attraversò un Torii (portale giapponese che separa il sacro dal profano, e il cui passarci sotto ne purifica l’anima) per abbandonare la Terra durante un’eclissi solare e lo attraversò nuovamente per fare ritorno sul nostro pianeta una volta conclusasi.

Sembra inoltre che i Torii un tempo avessero la funzione di ospitare sulla loro cima i Galli sacri dalla lunga coda, considerati i messaggeri di Dio.
La Dea del Sole Amaterasu, è la divinità da cui discendono tutte le cose. Nacque dall’occhio sinistro di Izanagi mentre questi stava purificando se stesso in un fiume, dopo la sua visita nel mondo sotterraneo. Egli le affidò il governo delle alte pianure celestiali.

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